Umberto Saba

Al secolo Umberto Poli, nasce a Trieste nel 1883.

La sua carriera scolastica risente della difficile situazione familiare con l’abbandono del padre prima ancora della sua nascita. Momenti che finiranno con il contraddistinguere, insieme alle questioni razziali, la madre è ebrea, la sua stessa poetica.

Le prime prove poetiche sono caratterizzate da parole semplici e da ritmi cantabili, dietro i quali si nascondono dolori: «Quante rose a nascondere un abisso!». 

Decide di abbandonare il cognome paterno (Poli) in segno di avversione verso il padre optando per il cognome della madre, Saba – parola ebraica che significa «pane».

Nel 1905 si trasferisce a Firenze, dove frequenta ambienti intellettuali della città, tra cui quelli legati alla rivista La voce.

Nel 1909 Saba torna a Trieste e sposa Carolina Wölfler, la Lina del Canzoniere, da cui l’anno seguente avrà la figlia Linuccia.

Nel 1911 esce il primo libro di versi, Poesie.

Dopo la Prima guerra mondiale,Sabaacquista a Trieste una libreria antiquaria che gli consentirà di vivere modestamente per il resto della vita dedicandosi alla produzione poetica.

Nel 1921, pubblica il Canzoniere, che comprende tutte le liriche composte fino ad allora. Le più particolari sono quelle in cui l’uomo è affettuosamente paragonato agli animali.

Nel 1929 per curarsi da una nevrosi, entra in contatto con la psicoanalitica di Sigmund Freud,la cui conoscenza gli conferma alcune sue intuizioni sull’importanza delle esperienze infantili nella formazione della personalità.

In seguito all’introduzione delle leggi razziali, nel 1938, abbandona Trieste e si rifugia a Parigi. Le persecuzioni contro gli Ebrei, la Seconda guerra mondiale e la crisi triestina dell’immediato dopoguerra aggiungono motivi sociali e politici all’infelicità del poeta.

Esperienze queste che torneranno insistenti nelle ultime raccolte di poesie, riunite nella terza parte del Canzoniere. Tra esse, anche le Cinque poesie per il gioco del calcio, attraverso le quali Saba realizza il desiderio di non sentirsi, per una volta, solitario tra gli uomini, e di riuscire a condividere con loro una passione.

Nel 1945 esce il secondo libro del Canzoniere, nel quale sono raccolte poetiche successive al 1921. Tra esse, Il piccolo Berto, dove il poeta analizza i traumi della sua infanzia attraverso un immaginario dialogo tra il Saba adulto e il Saba bambino.

A Trieste Saba trascorre gli ultimi anni della vita. Compone ancora delle raccolte di versi e un romanzo poi rimasto incompiuto, Ernesto.

Muore a Gorizia nel 1957.