Giuseppe Ungaretti

 

Nasce il 10 febbraio 1888 ad Alessandria d’Egitto da genitori lucchesi.

Il soggiorno africano lascia ad Ungarettiun patrimonio di notevoli esperienze che rimarranno indelebili in lui. Aderirà anche alcircolo anarchico, la “Baracca rossa“, fondato dal conterraneo Enrico Pea e daMoammed Sceab, suo carissimo amico, e collaborerà a molte riviste anarchiche, con prose di ispirazione sociale e politico.

Nel 1912, si trasferisce a Parigi, dove studia alla Sorbona, seguendo le lezioni del filosofo Bergson, senza tuttavia laurearsi.

Frequenta i maggiori esponenti delle avanguardie: Apollinaire, Picasso, De Chirico, Modiglianie anche Soffici, Papini, Palazzeschi, Marinetti, Boccioni.

Gli anni parigini sono segnati comunque da un evento drammatico: il suicidio dell’amico Moammed Sceab, che si era trasferito con lui a Parigi. Per lui scriverà una delle sue liriche più intense.

Nel 1914, rientra in Italia per prendere l’abilitazione all’insegnamento della lingua francese.

Partecipa alla campagna interventista ed infine si arruola volontario combattendo sul Carso.

Nel 1915 pubblica le prime liriche sulla rivista Lacerba.  La prima poesia dal fronte (Porto Sepolto) è datata 22 dicembre 1915.

Dopo la guerra, si trasferisce a Parigi, lavorando presso l’ambasciata italiana e scrivendo corrispondenze per il “Popolo d’Italia” (il giornale di Mussolini).

 Sposa Jeanne Dupoixe pubblica l’edizione provvisoria della raccolta “Allegria”che comprende IlPorto Sepolto.

Nel 1923, trasferitosi nei Castelli Romani, si impiega presso il Ministero degli Esteri. Pubblica una nuova edizione de L’Allegriae la prima parte del Sentimento del Tempo, la cui prefazione è di Benito Mussolini.

A quarant’anni, nel 1928, avviene la sua piena conversione alla religione cattolica.

Nel 1931 è corrispondente della “Gazzetta del Popolo” e come tale compie numerosi viaggi in Europa e in Egitto.

Nel 1936 accetta l’incarico di insegnare Letteratura italiana all’Università di San Paoloin Brasiledove nel 1939 muore il figlio Antonietto, di soli nove anni.

Nel 1942, a causa della guerra, rientra in Italia ed è nominato Accademico d’Italia. Gli viene anche conferito un insegnamento universitario a Romaper “chiara fama”.

Dopo la guerra, per la sua adesione al fascismo, sarà sottoposto a durissime critiche.

Nel 1970, dopo una vecchiaia attivissima –costellata di viaggi, premi, conferenze, muore a Milanonella notte fra il 1 e il 2 giugno.