scheda critica

Nasce a Modica, in Sicilia, nel 1901.  Dopo avere conseguito un diploma tecnico, a 19 anni si trasferisce a Roma dove svolge varie professioni, finché non trova un posto stabile nel Genio Civile.

In quegli anni si dedica allo studio della letteratura: legge Omero, Virgilio, Agostino, Leopardie molti altri. Nel frattempo sposa la sorella di Elio Vittorinie conosce Eugenio Montalee Giovanni Bonfanti, che pubblicherà le sue prime poesie sulla rivista Solaria.

Nel 1930 pubblica la sua prima raccolta, Acque e terre (1930).

Nel 1934 si trasferisce a Milano, dove collabora con la redazione del Tempo e ottiene la cattedra di letteratura italiana al Conservatorio.

Nel 1942 pubblica Ed è subito sera, la sua raccolta più famosa. In questa prima fase della sua produzione, Quasimodo si colloca nel solco dell’ermetismo, di cui è uno dei più importanti rappresentanti.

Gli eventi della guerra fanno maturare in lui l’idea che il poeta debba avere un ruolo politico, temi che verranno ripresi nel discorso che Quasimodoterrà davanti all’Accademia di Stoccolma, quando ritira il premio Nobel per la letteratura nel 1959.  Il testo del discorso è pubblicato l’anno successivo con il titolo Il poeta e il politico.

Si occupa anche di critica teatrale per testate come Omnibus e Il Tempo: interventi poi raccolti nel volume Scritti sul teatro (1961).

Come traduttore è da ricordare la sua edizione dei Lirici greci (1940), in cui dà prova della sua capacità di rendere con uno stile cristallino la frammentarietà dell’originale greco. Ha inoltre tradotto opere di Omero, Virgilio, Catullo, Shakespeare e Neruda.

Salvatore Quasimodo muore a Napoli il 14 giugno 1968.

I suoi resti riposano nel Famedio del Cimitero Monumentale di Milano, accanto alla tomba di Alessandro Manzoni.